venerdì 1 febbraio 2008

La storia del rock e delle rockstar è costellata di episodi controversi legati al mistero, al mondo esoterico, a volte addirittura al satanismo.

Ma in questo studio siamo di fronte ad un caso clamoroso di cambio

repentino del tipo di musica, di repertorio, di stile di vita, di ispirazioni... forse anche di persona.

Il 12 ottobre del 1979 a Domodossola un disc jockey che ha chiesto di non essere coinvolto, riceve una telefonata anonima: dall'altro capo del ricevitore una voce maschile/femminile che gli annuncia che Mango è stato sostituito da un sosia - tale Aurelio Esilio Pintalmassi - a seguito di una non ben precisata febbre misteriosa; contestualmente avvisa anche che dell'originale non si ha più traccia, ma che è vivo, vegeto e gode di ottima salute.

Da quel momento in poi scatta una impressionante caccia alle "prove" e ad ogni possibile traccia presunta di questo evento sia nelle melodie che nelle copertine dei dischi di Mango.

La fantasia di migliaia di investigatori più o meno improvvisati, al lavoro da anni, ha permesso di raccogliere una quantità impressionante di riscontri, apparenti o oggettivi.

La prima data da ricordare è il 1983, anno di produzione dell'ellepì "Estensioni" di Scialpi in cui è contenuto un 45 giri evocativo: "Hallelujah". C'è chi ha sostenuto che questo titolo volesse evocare un ritrovato ottimismo e un senso di liberazione per essere riusciti nella segreta operazione.

Inoltre anche la confezione del disco di Scialpi fornisce molte prove. Il 33 giri originale infatti contiene il cosiddetto pop-up 3D: cioè aprendo la copertina di "Estensioni" appare un figurino inanimato assomigliante in tutto e per tutto al Pintalmassi che esce dal nulla facendo il "gesto dell'ombrello", come a voler rimarcare di aver fregato qualcuno.

È proprio in questo periodo che Mango cambia completamente stile e genere, incidendo il 45 giri che segnerà la svolta della sua carriera: simulando un riassunto de "Lo Zecchino d'oro" Mango scrive, canta e pubblica "Oro".

Con "Oro" le canzoni cambiano completamente. Si inizia a sentire aria nuova di respiro internazionale, suoni innovativi e testi per adulti ("... immune dal sesso").

Più che in altri casi celebri ma marginali rispetto all'odierno racconto, è la copertina ad essere letteralmente infarcita di segni esoterici che hanno scatenato gli appassionati, contribuendo alla nascita di migliaia di forum di discussione e addirittura ad alcune dotte tesi di laurea.

In questo disco è evidentissima l'eventuale influenza della febbre (dell'Oro?) anche nella composizione del brano.

Probatoria la posizione in cui è ritratto Mango, seduto a gambe incrociate con gli arti superiori appoggiati su quelli inferiori e le palme delle mani rivolte verso l'alto; un chiaro riferimento a certe pitture rupestri australopiteche che riproducono la posizione del Galewa Sjocka Vim che tradotto significa "Lunga vita al nuovo Re".

Anche lo sfondo leopardato indica una chiara similitudine con l'accostamento cromatico delle api operaie che sembra provenire direttamente dal "Libro tibetano dei Morti", come a dire: "Non sono più con voi ma a spassarmela con qualcun altro sulla vetta del mondo con ossigeno ridotto e atmosfera rarefatta"!

Ma non basta: c'è chi ha avuto l'idea di sovrapporre uno specchio perpendicolare alla copertina del 45 giri, proprio accanto al titolo del disco, per scoprire che la parola "Oro" al contrario si leggeva esattamente "orO". O di far suonare il disco al contrario per scoprire che "Oro" suona sempre "Oro", quasi a sottolineare il detto gattopardiano che "se vuoi che tutto cambi, nulla deve cambiare"

A confermare la nuova vena artistica esce "Odissea", un album pieno di citazioni a personaggi cari alla cultura del rock, tutti purtroppo celati dietro le finestre murate dell'immenso edificio ritratto in copertina.

Anche la donna vestita di bianco che cammina frettolosamente in primo piano che è l'unica figura umana visibile ma in ombra, è una chiara prova della metafora che "Lei verrà". Ma d'estate.

Con "Inseguendo l'aquila" il gioco, se così si può chiamare, prosegue.

A parte che è stato chiaramente sconsigliato di apporre uno specchio verticale nei pressi del titolo, per evitare che da inseguitori si finisce per essere inseguiti dall'aquila (la qual cosa non è molto divertente).

La foto di copertina ritrae nuovamente un soggetto somigliante ad Aurelio Esilio Pintalmassi che guarda verso l'alto sognante. Forse pensa alla vetta del mondo... Mentre nel retro di copertina un chiaramente riconoscibile Mango ricambia lo sguardo del sosia, decisamente sornione e rivolto verso il basso!

Per non parlare dell'esplicita canzone dal titolo "Trovando te... cercandomi" che non ha bisogno crediamo di spiegazioni.

Nel 1992 esce "Come l'acqua", unico album "liquido" della solida produzione di Mango. Canzoni apparentemente meno elaborate ma alcuni brani hanno rivelato aspetti decisamente particolari.

A cominciare da "Una vita da scordare". Perché da scordare, come a voler rimuovere gli eventi in una sorta di meccanismo punitivo della mente?

Oppure "Mondi sommersi". Qual è questo sommerso che non deve assolutamente venire a galla?

E che dire della foto di copertina? Esperti della Nasa e della Scientifica hanno stabilito che trattasi della prima rudimentale versione delle "immagini di Escher". Fissando a lungo il ritratto di copertina, specialmente a livello del doppio mento, si può vedere nitidamente l'immagine del Pintalmassi che mostra il dito medio della sua mano destra (lui che è pure mancino).

Nel successivo "Mango" sono stati accuratamente evitati i riferimenti melodici, di testo o di titolo. Però alcuni studiosi della materia sostengono che proprio il disco che porta il titolo dell'opera omnia, abbia una copertina che presenta chiari i segnali del conflitto seguito alla sostituzione: Bianco/Nero; Giorno/Notte; Yin/Yang; Alfa/Omega; Mango/Pintalmassi.

Arriviamo alla fine con "Visto così", l'ultimo vero disco di Mango. La copertina di questo splendido capolavoro è piena di girasoli, che nell'antica tradizione Sioux significano appunto: non Ti dimenticherò in nessun caso, il tuo ricordo è la mia unica felicità, memorie, ricordo imperituro, ricorderò sempre, piango la tua assenza.

Secondo la simbologia esoterica poi, l'unico simbolo grafico presente nella copertina, una freccia che indica chiaramente un bivio in due opposte direzioni inconciliabili è un espresso riferimento all'eterno conflitto riconducibile alla sostituzione.

E nel brano evocativo già dal titolo "Io nascerò" si sente la vocevagamente somigliante a quella di Loretta Goggi, che ascoltata al contrario sembra dire "Se il tuo blu non è uguale al mio /se non sai che colore ho io /se non vuoi respirare con me /io vivrò anche senza di te".

Il mistero è ancora fittissimo.

Nessuno studioso, discografico o produttore ha mai ammesso o smentito di aver seminato tracce esoteriche nei dischi dei Mango. Alle domande poste in materia (quasi) tutti hanno sempre risposto in maniera sarcastica e divertita.

Tutti tranne Mango, o il presunto tale, che ultimamente ha rilasciato una dichiarazione ermetica e indecifrabile: "ho osato tonalità mai toccate o sfiorate in passato, con fioriture e armonicità di voce che troverebbero radici anche nel catrame dell'asfalto del rock, del soul e del Blues, le espressioni della passione musicale primordiale".

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