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venerdì 1 febbraio 2008

Una raccolta sempre aggiornata di indovinelli che hanno per tema......

beh....... INDOVINATE! E' la pagina giusta!

Qual è la capitale del Canada? Ottawa

E la capitale del mango? 3 Ottawa e mezzo!

Qual è quella cosa verde e rossa che diventa gialla se premi?

Un mango nel frullatore!

Cosa fa un mango in banca? FRUTTA!

Qual è il colmo per un mango scrittore? Non avere voce in capitolo

Qual è l'alter ego di mango? L'ego-ismo

Qual è il colmo per un mango cantante? Avere l'ernia al disco. D'oro

Qual è il colmo per un albero delle fate? Soffrire del colpo della strega

Cosa fa mango quando precipita dalla classifica? SPLAT!

Sapete perché mango per risparmiare benzina ha pensato a dotare la sua auto di due TRIANGOLI identici? Perché mettendoli insieme può fare un ROMBO senza accendere il motore!

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Coniugazione regolare del verbo MANGARE!

VERBOLARIO

INFINITO

mangare

INDICATIVO

PRESENTE: (io) mango IMPERFETTO: mangavo PASSATO REMOTO: mangai FUTURO SEMPLICE: mangherò FUTURO ANTERIORE: mango uno

PARTICIPIO
PRESENTE:
mangante PASSATO (ASSENTE): mangato
CONDIZIONALE

: mangherei

IMPERATIVO

: (SOLO IO) - MANGO

GERUNDIO

: MANGANDO

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OCCHIO PER OCCHIO PINOCCHIO MANGOCCHIO

Anni e anni orsono in una località immersa nel verde con un grande Lago nero abitato dal leggendario mostro di mangness, il falegname del villaggio, tale Armang si alzò di buon mattino per farsi una passeggiata sul monte Pierino. E fu così che nel mezzo del cammin della sua vita si ritrovò in una selva oscura che la diritta via che gli aveva insegnato la mamma era smarrita...ed inciampo' in un ciocco di legno, cuor di castagno, e se lo portò a casa. A nulla servirono i consigli dei parenti e amici che gli suggerirono di fare di quel ciocco della legna per il camino, il buon Armang si mise a lavorare giorno e notte per cercare di plasmarlo a sua immagine e somiglianza anche se il ciocco di legno sembrava a tratti modellabile e a tratti recalcitrante. Ad ogni modo dopo giorni e notti di duro lavoro venne fuori il capo-lavoro...un pupazzetto piccolo e tozzo con il testone, le orecchie di dumbo, gli occhi del principe ranocchio prima che lo baciassero e un naso così lungo che azionava il ventilatore a pale del soffitto anche da steso. Era tutto quello che il povero Armang era riuscito a realizzare tenuto conto che il ciocco di legno gli scappava da tutte le parti...In compenso però il pupazzetto aveva una voce da usignolo e tutti gli abitanti del villaggio e dei villaggi limitrofi si incantavano ad ascoltarlo....purchè però tenesse il tempo che gli suggeriva il suo creatore Armang...quando faceva di testa sua emetteva un vocalizzo così stridente da far scappare a gambe levate anche il peggior sordo del paese, quello che non voleva sentirlo, e di scatenare frane, scosse telluriche e temporali improvvisi con tanto di tuoni e fulmini.

Per la particolare espressività del suo sguardo e per la sua attitudine ad avere l'occhio lungo fino ad individuare il suo millesimo fan nella centesima fila del suo pubblico adorante il pupazzetto di legno si era meritato il nome di Pinocchio Mangocchio.

Il pupazzo di legno e il suo creatore Armang andarono avanti per qualche anno grazie alla pazienza del buon Armang che metteva il coperchio, detto all'inglese "cover", alle bizze del capriccioso Mangocchio finchè un bel giorno, anzi una bella notte, al Mangocchio non apparvero in sogno alcuni interessanti personaggi.

Nei suoi sogni il Mangocchio era arrivato fino in cielo grazie alla sua voce di usignolo, a bordo di una nuvola e poteva guardare tutti dall'alto in basso...tutto questo mentre uno sciame di fate blu, scartate persino ai provini del film "Le fate ignoranti" di Ozpetek per eccesso di ignoranza, gli cantavano tutte in coro inni alla gloria e lo avevano eletto a loro dio con tanto di preghiera "Credo". Non c'era dubbio alcuno. Ormai il Mangocchio era un vero e proprio "paragrafo del cielo".

Il mattino dopo il Mangocchio si svegliò con un carico di piombo al posto dell'oro in bocca, si avvicinò ad Armang per salutarlo con il bacio del Pinocchio Mangocchio al cui confronto quello di Giuda era una dichiarazione di amore eterno e si recò a scuola di canto con il testone di legno scosso da uno sciame di pensieri di varia grandezza, dal più piccolo al più grande in scala mercalli.

Da qualche giorno il Mangocchio frequentava due personaggi alquanto caratteristici, il primo era l'unico gatto al mondo che suonava come un cane e l'altro era una volpe così bassa da non arrivare non solo all'uva ma neanche ai tuberi sottoterra. Entrambi avevano in comune di suonare la grancassa a favore del Mangocchio. Lo avevano convinto che lanciando qua e là qualcuno dei suoi vocalizzi stridenti la crosta terrestre si sarebbe spaccata facendo affiorare tesori inestimabili. Il Mangocchio che era molto conscio del potere del suo vocalizzo e che era molto generoso con tutti pensò bene di mettere in cassaforte il tesoro nascosto nella sua ugola d'oro e fece brutto viso a disgraziata sorte.

Il buon Pinocchio Mangocchio aveva infatti deciso di dedicarsi al solitario sfruttamento dei suoi tesori con la consulenza del gatto e la volpe, momentanei alleati, e con l'ausilio del coro delle fate blu per la testa, diede un calcio al passato, al suo creatore Armang, reo di volerlo riportare con i piedi di castagno per terra, e a tutto il resto dirigendosi verso il posto a lui più congeniale "il cielo blu sopra le nuvole".

Ovviamente nella nuova dimora del Pinocchio Mangocchio non erano più ben accetti riferimenti a umili origini, a ciocchi di legno, a falegnami del villaggio...Pinocchio Mangocchio era nato direttamente da un pilastro di marmo dell'Olimpo degli dei e nacque tutta una letteratura che diede al Mangocchio il posto che meritava nella storia, a destra del sessantotto, al centro del rythm and blues americano e a sinistra dello Space Oddity di David Bowie. Poco male che le fandonie del Pinocchio Mangocchio avessero il cattivo odore delle cavolate di bruxelles cotte al vapore e che il già lungo naso del Mangocchio crescesse sempre più a ogni fandonia che diceva...c'era sempre una fata blu che interveniva prontamente a colpi di pialla e sega e poi nella peggiore delle ipotesi il lunghissimo naso del Pinocchio Mangocchio, con la caratteristica forma a manico di ombrello acchiappa nuvole, serviva a sgomberare il cielo di questo malamente mondo in cui ci troviamo. Forte di tutte queste novità il Mangocchio cominciò la sua nuova vita mettendosi a circolare vestito a festa, con il lunghissimo naso per aria e dandosi un sacco di arie fritte.

Un bel giorno Pinocchio Mangocchio, incontrò girando per l'ITALIA UNO che si faceva chiamare Lucignolo. "Come dici? LUSIGNOLO? Eh, no L'U-SI-GNO-LO sono io!" disse il nostro eroe. E prima che l'altro potesse ribattere, gli sparò un vocalizzo a dente di sega che lo fece stramazzare a terra. Il poveretto riuscì a malapena a sillabare: "Mi chiamo Lucignolo: Lu-ci-gno-lo", poi crollò svenuto.

Chiarito che fu l'equivoco, Lucignolo cominciò a decantare al Mangocchio le meraviglie del mitico Paese dei Baiocchi, i mitici biscotti con crema al cioccolato del Maligno Blanco. Un posto, diceva, dove con i baiocchi si può far tutto: pubblicare libri di poesie, incidere dischi, o fare cover di brani del passato in duetto con cantanti famosi. Cose così, insomma. Bisognava soltanto dichiararsi assolutamente devoti al grande Maligno Blanco.

Mangocchio era entusiasta, anche se non credeva per niente alla faccenda dei baiocchi che si moltiplicavano: era già rimasto fregato quella volta che aveva piantato in un campo le ultime cinque copie rimaste del cd oro, sottratte a viva forza alle avide mani dei cinquemila fantastigliardi di acquirenti, e ne era spuntato solamente l'albero delle fate blu, più ignoranti di quelle di Ozpetek (che da Turchino era passato al blu pure lui per i lividi accumulati durante la ressa per l'acquisto del cd oro).

Lucignolo allora lo invitò a partire senza indugi, dicendogli "L'ho raccontato al vento, che ti porto in Africa" e Mangocchio partì sull'onda dell'entusiasmo: alle parole al vento era già abituato.

Il Paese era meraviglioso: Pinocchio, Lucignolo e il gatto & la Volpe capirono subito che in quel fantasmangorico paese tutto quello che toccavano, anche se prodotto e creato da altri, poteva diventare LORO. Ma...dopo poco tempo i quattro scoprirono la cruda realtà. La devozione assoluta al Maligno Blanco aveva fatto spuntare a Lucignolo due enormi orecchie d'asino, mentre Pinocchio si ritrovò con le orecchie di castagno sempre più lunghe, sempre più lunghe, fino ad arrivare a tre ottave e mezzo. Basta dire che la lunghezza delle orecchie aveva superato quella già ragguardevole del naso... Questo significava la fine delle poesie, un tremendo disincanto!

Qualcuno ha avuto da obiettare che le orecchie al Mangocchio fossero cresciute perchè quel che il Mangocchio cercava di trasformare in oro erano in realtà venti africani chiacchieroni e disinformati, versi stupiti e stupenti, alberi rinsecchiti popolati da elfi nani in cerca d'autore, ma trattasi come al solito di malignità. E i maligni sono stati segati. Ancor prima del naso del Mangocchio che ha fatto perdere le sue tracce nell'azzurrità del cielo. Si dice che sia stato inghiottito da una nuvola "senza pietà" particolarmente vorace e che non sia disposta a sputarlo fuori, nonostante il Mangocchio urli a squarciagola "Dio mio no!"

Il Mangocchio privo del lungo naso e Lu-ci-gno-lo riuscirono a fuggire, e dopo mille peripezie (e anche alcune peripe-nonne), riuscirono a imbarcarsi in una nave. Nel delirio delle sue manie di grandezza il Mangocchio convinse il recalcitrante Lu-ci-gno-lo ad arrampicarsi sull'albero maestro della nave durante una tempesta per vedere se riuscivano ad andare con il vento in poppa e la cresta dell'onda a prua, ma il comandante della nave, tale Mongol, che aveva intuito le manovre del Mangocchio aveva unto di viscido grasso l'albero maestro e lo aveva trasformato in un albero della cuccagna per cui i nostri eroi precipitarono in basso alla velocità della luce. Lu-ci-gno-lo sfondò il pavimento e si disperse nelle profondità della stiva, il Mangocchio cadde in mare nel pieno della tempesta. Nuotò disperatamente in mezzo alla furia degli elementi, fin quando la nave da cui era stato sbalzato non si ridusse a un puntino appuntitissimo. Se la vide brutta. Ma si salvò, grazie all'intervento di mostruoso cetaceo: la Balenina Fa-no no no none.

La mattina dopo il mare calmissimo non rendeva il cetaceo meno mostruoso, ma Mangocchio non ebbe nulla da ridire: a cetaceo Donato non si guarda in bocca! Il mostro era originario della provincia di Potenza, e si chiamava, appunto, Donato. Ma era soprannominato Balenina Fa-no no no none, perché era un bastian contrario e rispondeva "No", anzi "None", a tutto quel che gli si chiedeva.

Appena udito il nome Mangocchio, credette di trovarsi di fronte a un ibrido tra il mango e il finocchio, e gli venne l'acquolina in bocca perché era ghiotto di entrambi.

Pinocchio Mangocchio, non guardandolo in bocca, non se ne avvide e venne inghiottito in un sol boccone.

L'unica speranza che il mostruoso cetaceo possa un giorno risputare il Mangocchio risiede nel suo creatore Armang che ogni tanto pensa ancora al suo ciocco di legno, ma se tornasse indietro ne farebbe legna per il camino. Per il momento non ha digerito di essere stato segato e da buon falegname sta pensando di creare un altro burattino meno ingrato del Mangocchio.

Ragione per cui, spiacenti per i lettori, ma per il momento il Mangocchio resta dove sta...e non resta che augurargli buona fortuna, anzi per meglio dire "in culo alla Balenina Fa-no no no none".

E vissero tutti infelici e scontenti nella Mangocchia Pinocchia illusione dei contenti e vincenti.

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Una spettacolare raccolta di proverbi e saggezza. A base di mango!

_ TRA IL DINGO E IL FANGO C'È DI MEZZO IL MANGO

_ GIOCO DI MANGO GIOCO DI VILLANGO

_ TANTO VA LA GATTA AL MANGO CHE VA A SBATTER CONTRO UN PINO

_ PAESE CHE VAI MANGO CHE TROVI

_ MANGO PAZZERELLO CON IL SOLE APRI L'OMBRELLO

_ NON DIRE A MANGO CHE TI CHIAMI ARMANDO

_ MEGLIO UN MANGO OGGI CHE UNA PAPAYA DOMANI

_ LA LINGUA BATTE DOVE IL MANGO DUOLE

_ CHI DICE ARMANDO DICE DANNO

_ MANGO CANTANTE VOCALIZZO ROTANTE

_ TRA I DUE LITIGANTI IL MANGO È UNO

_ NON C'È DUE SENZA TRE. E IL MANGO VIEN DA SE

_ IL DIAVOLO FA LE PENTOLE E MANGO I COPERCHI

_ MANGO E BUOI DEI PAESI TUOI

_ TRA COCCO E PAPAYA NON METTERE IL MANGO

_ IL PRIMO MANGO NON SI SCORDA MAI

_ SOPRA LA PANCA IL MANGO CANTA. SOTTO LA PANCA .. PURE

_ ditelo con le piante: MANGO - THE - CACO

_ SE MORDI UN MANGO VIENI INGOIATO

_ MANGO CHE ABBAIA NON MORDE

_ A CARNEVALE OGNI MANGO VALE

_ NON GIUDICARE MAI UN MANGO DALLA COPERTINA

_ SE LASCIO IL MANGO VECCHIO PER QUELLO NUOVO, SO QUEL CHE LASCIO MA NON SO QUEL CHE TROVO

_ CHI VA COL MANGO IMPARA A MANGARE

_ IL MATTINO HA IL MANGO IN BOCCA

_ MEGLIO TARDI CHE MANGO

_ QUANDO IL MANGO È MATURO CADE DA SOLO

_ AL MANGO NON SI COMANDA

_ MANGO AVVISATO MEZZO SALVATO

_ UN MANGO PER UNO NON FA MALE A NESSUNO

_ TUTTO È MANGO QUEL CHE FINISCE MANGO

_ A VOCALIZZO DONATO NON SI GUARDA IN BOCCA

_ BATTI IL MANGO FINCHÈ È CALDO

_ QUANDO SONO TROPPI I MANGHI A CANTARE NON VIENE MAI GIORNO

_ MANGO DI SERA BEL TEMPO SI SPERA

_ CHI BEN COMINCIA È GIÀ A METÀ DEL MANGO

_ MANGO NUOVO VITA NUOVA

_ SCHERZA COI FANTI E LASCIA STARE I MANGHI

_ SE NON È MANGO È PAN BAGNATO

_ NON È TUTTO MANGO QUELLO CHE LUCCICA

_ FINCHÈ C'È MANGO C'È SPERANZA

_ I FATTI DELLA PENTOLA LI SA IL MANGO

_ NON TUTTI I MANGHI VENGONO PER NUOCERE

_ VOCALIZZO PER VOCALIZZO, STRIDENTE PER STRIDENTE

_ MANGO NON VEDE CUORE NON DUOLE

_ OGNI MANGO HA IL SUO TARLO

_ IL MANGO ABBONDA SULLA BOCCA DEGLI STOLTI

_ MANGO COMUNE MEZZO GAUDIO

_ PER UN PUNTO MANGO PERSE LA CAPPA

_ IL MANGO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO

_ LA FARINA DEL DIAVOLO VA TUTTA IN MANGO

_ OGNI MANGO HA IL SUO ROVESCIO

_ MANGO BAGNATO MANGO FORTUNATO

_ TUTTI I MANGHI VENGONO AL PETTINE

_ MANGO VUOTO NON STA IN PIEDI

_ IL BUON MANGO SI VEDE DAL MATTINO

_ NELLA BOTTE PICCOLA C'È IL MANGO BUONO

_ MEGLIO SOLI CHE MANGO ACCOMPAGNATI

_ IL MANGO SI RICONOSCE DAI FRUTTI

_ A COMBATTER CON IL MANGO - CHE SI VINCA O CHE SI PERDA - SEMPRE CI SI IMMANGA

_ MANGO CONTENTO IL CIEL LO AIUTA

_ IL MANGO PORTA CONSIGLIO

_ MANGO ANDÒ A CAVALLO E TORNÒ A PIEDI

_ NON È BELLO CIÒ CHE È BELLO MA È BELLO CIÒ CHE È MANGO

_ CHI AL MANGO SI AFFIDA PRENDE UN CIECO PER GUIDA

_ NE AMMAZZA PIÙ IL VOCALIZZO CHE LA SPADA

_ L'APPETITO VIEN MANGANDO

_ UN'ALTRA ACQUA PASSATA NON MANGA PIÙ

_ DOVE MANGANO IN DUE MANGANO PURE IN TRE

_ BACCO TABACCO E FANGO RIDUCONO L'UOMO IN MANGO

_BELLEZZA È COME UN FIORE, MANGO NASCE E MANGO MUORE

_CHI CENTO NE FA, MANGO NE ASPETTI

_A PENSAR MANGO SI FA PECCATO MA QUASI SEMPRE SI INDOVINA

_FA QUEL CHE MANGO DICE MA NON QUELLO CHE MANGO FA

_AVERE UN MANGO PER CAPELLO

_CHI TROPPO.. CHI MANGO

_È UN GRAN MEDICO CHI CONOSCE IL SUO MANGO

_MISURA IL MANGO E FARAI BUON GUADAGNO

_CHI NASCE MANGO NON MUORE AGNELLO

_APRILE FA I FIORI E MANGO NE HA I COLORI

_CHI SVELA IL SEGRETO PERDE IL MANGO

_LA VENDETTA NON SANA IL MANGO

_FINCHÈ MANGO NON È AL LOTTO NON TOGLIERE IL CAPPOTTO

_CHI COMINCIA MANGO FINISCE PEGGIO

_SAN MARCO EVANGELISTA, MANGO IN VISTA

_MEGLIO IL PICCOLO PER AMICO CHE MANGO PER NEMICO

_LA BOTTE DA IL MANGO CHE HA (mango da le botte che ha)

_NON DIR QUANTO SAI E NEL NOME DEL MANGO VIVRAI

_MANGO E GUAI NON MANCANO MAI

_A CHI FA I CONTI SENZA MANGO CONVIEN FARLI DUE VOLTE

_IL MANGO NON CADE MAI LONTANO DALL'ALBERO

_LA MIGLIOR DIFESA È IL MANGO

_UNO SEMINA.. MANGO RACCOGLIE

_SOLO MANGO È SENZA DIFETTI

_AL PRIMO COLPO NON CADE IL MANGO

_MEGLIO VIVERE UN GIORNO DA LEONE CHE CENTO DA MANGO

_A TUTTO C'È RIMEDIO FUORCHÈ AL MANGO

_CHI DORME NON PIGLIA MANGO

_MANGO CHE CANTA HA FATTO L'UOVO

_DA UN MANGO NON SI CAVA SANGUE

_A SAN MANGO LA RONDINE SOTTO IL MANGO

_MANGO CANTA E VILLAN DORME

_IL MANGO BACIA I BELLI

_LA VIA DEL MANGO È LASTRICATA DI BUONE INTENZIONI

_MEGLIO UN UOVO OGGI CHE UN MANGO DOMANI

_NON FARE A MANGO CIÒ CHE NON VUOI SIA FATTO A TE

_CHI TROPPO TIRA IL MANGO LO STRAPPA

_A MANGHI ESTREMI ESTREMI RIMEDI

_NON CADE FOGLIA CHE MANGO NON VOGLIA

_AL MANGO CHE FUGGE PONTI D'ORO

_MANGO SENZA SALE NÈ FA BENE NÈ FA MALE

_SE MANGO RASSERENA SI AVRÀ SFIGA PIENA

_CHI HA MANGO NON ASPETTI MANGO

_MANGO BEN SPESO È MANGO BEN GUADAGNATO

_CAMPA CAVALLO CHE MANGO CRESCE

_LA VISTA NON SI MISURA COL MANGO

_NON METTERE IL RASOIO IN MANO A UN MANGO

_CHI SI GOVERNA DA MANGO, DA SAVIO SI DUOLE

_MANGO SAGGIO E PERFETTO NON HA DI SÈ UN UMIL CONCETTO

_MEGLIO ASINO CHE PORTI, CHE MANGO CHE BUTTA IN TERRA

_A PENSAR TROPPO NON SI ARRIVA MAI A MANGO

_SE TUONA O TIRA VENTO SERRA MANGO E RIMANI DENTRO

_CHI NASCE MANGO NON GUARISCE MAI

_DOVE NON VEDI NON METTERE MANGO

_AGOSTO MANGO MIO NON TI CONOSCO

_IL MANGO NON VALE UNA CANDELA

_COL MANGO NON SI SCHERZA

_MANGO E PECORELLE, ACQUA A CATINELLE

_INNANZI ALLA VIRTÙ , DIO HA MESSO IL MANGO

_MORTO UN MANGO SE NE FA UN ALTRO

_OGNI MANGO FA IL SUO CANTO

_CHI NON BEVE IN COMPAGNIA O È UN MANGO O È UNA SPIA

_IL MANGO PIETOSO FA LA PIAGA VERMINOSA

_A MANGO BASSO OGNUNO CI SI APPOGGIA

_BISOGNA ANDARE QUANDO IL MANGO È ALLA CODA

_AVERE I NERVI A FIOR DI MANGO

_L'ABITO NON FA IL MANGO

_CHI VUOL VIVERE E STAR BENE PIGLI IL MANGO COME VIENE

_CERTE VOLTE È MEGLIO TACERE E SEMBRAR MANGO, PIUTTOSTO CHE PARLARE E TOGLIERE OGNI DUBBIO

_MANGO SOLEGGIATO, GRANO A BUON MERCATO

_AIUTATI CHE MANGO TI AIUTA

CHI VUOL FAR L'ALTRUI MESTIERE METTE MANGO NEL PANIERE

_MEGLIO UN PROSSIMO VICINO CHE UN MANGO CUGINO

_CHI MANGO NEGA, MANGO CONFESSA

_QUANDO MANGO NON C'È I TOPI BALLANO

_A CHI DAI IL DITO SI PRENDE TUTTO IL MANGO

_MANGO SE NON RISCALDA ILLUMINA

_CHI MANGO INSACCA SQUARCIA LA SACCA

_SBAGLIARE È UMANO, PERSEVERARE È MANGO

_MANGO A CAPODANNO MANGO TUTTO L'ANNO

_NON FARE IL PASSO FLAMENCO PIÙ LUNGO DEL MANGO

_CHI MANGO CREDE, BEN NON VEDE

_PIOVE, GOVERNO MANGO _NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL MANGO _IL MANGO DEL VICINO È SEMPRE PIÙ VERDE

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