venerdì 1 febbraio 2008

C'era una volta un piccolo bambino, abitante della foresta del Luogo Oscuro che aveva paura del buio.

Il suo nome era Manguccino, dal nomignolo del regista famoso che aveva scritto e diretto il film che fece innamorare i suoi genitori.

Una volta la mamma gli comprò un CD di Eminem. Ascoltando la musica rap incazzata, il bambino sconfisse la paura del buio della foresta, divenendo un grande cantante hip hop.

Cominciò ad indossare pantaloni di due/tre taglie più grandi, magliette Nike e una felpa con cappuccio di colore rosso. Da allora il suo soprannome divenne Manguccetto Rosso.

«Sono l'unico cantante rap-melodico al mondo in grado di fare la differenza. Ho la felpa rossa. Più rossa e di sinistra della mano sinistra di Fidel Castro» diceva di sé il bambino, la cui autostima aveva superato le cime del Monte Everest, «Ho una voce fantastica e una fantasia irrefrenabile. Eminem è destinato a morire, mentre il mio genere sopravviverà in eterno».

Il piccolo Manguccetto Rosso aveva una nonna molto malata, che viveva al di là della foresta del Luogo Oscuro.

Per raggiungere la sua casa doveva camminare a piedi inerpicandosi sul pendio di roccia bianca, per almeno 35 minuti. Poi guadare il Lago Oscuro su un ponte di corda di età immemorabile, salire sulla "funicolare traballante" e attraversare il Vallo della Trucania immerso tra nubi e nebbie, salire sulla cima del Monte Sereno, infine scendere tre comodi gradini che davano su un terrazzato di 8 ettari. E bussare al campanello.

Ma Manguccetto Rosso conosceva una scorciatoia: saltava in sella alla sua fiammante Moto Cozza e percorrendo due rapidi svincoli autostradali suonava al campanello della nonna.

Solo che fino ad allora non si era mai avventurato per quella strada a causa della sua paura del buio.

Fu così che quando sconfisse questa fobia, decretò che era arrivato per lui il momento del battesimo del fuoco. Prese il cestino con la focaccia e la salsiccia che la mamma preparava ogni settimana per la nonna e decise di portarlo lui stesso al di là della foresta. Passando per la scorciatoia.

La mamma preparò felice il cesto di salcicce per la nonna e lo diede a Manguccetto Rosso, raccomandandogli di non fermarsi mai per la via, di non accettare caramelle dagli sconosciuti, non esaurire il credito del telefonino con insulsi messaggi sms di televoto e - soprattutto - di non parlare mai con il Lupo Cattivo.

Manguccetto Rosso fece buon viso a cattivo gioco, sbuffando come Eolo a quella lunga sfilza di raccomandazioni. Poi prese il cestino e partì sgommando alla volta della foresta del Luogo Oscuro.

Sull'autostrada incontrò gli hippy-hobbit che facevano l'autostop per raggiungere la località di Ti-Froostock, dove era previsto un concerto di Frodo Eminem.

Li schiacciò senza pietà, ponendo fine alle loro sofferenze di esseri inferiori che andavano al concerto di un perdente. Ma tant'è: dovevano essere orgogliosi di morire per mano del più grande cantante del mondo.

Fiero di aver compiuto la sua buona azione quotidiana, Manguccetto Rosso proseguì per la sua strada, uscendo come previsto al secondo casello.

Passò dritto senza pagare il pedaggio, urlando al casellante che avrebbe mandato la fattura alla sede A.N.A.S. più vicina, in quanto Lui non pagava l'autostrada; semmai era la Società Autostrade S.p.A. che doveva pagarlo per aver donato lustro col suo passaggio.

(Per dire tutte queste cose velocemente utilizzò il suo famoso vocalizzo rotante. Rosso)

Appena uscito dal casello, alla rotonda dello svincolo incontrò una bancarella che vendeva dolci e caramelle. Si fermò ad ammirare estasiato la distesa di dolci. Sembrava di essere in una farmacia. Ognuna di quelle caramellle poteva curare una malattia diversa. Il commesso disse: «Ciao bel bambino, come ti chiami? Vuoi una caramella?».

Il piccolo rapper rispose: «Come osi-osare e non sapere il mio nome? Vuoi forse insinuare che non riconosci il Supremo cantante del canto? Dunque sei uno sconosciuto da disconoscere... La mamma mi ha detto di non accettare caramelle di caramello dagli sconosciuti, quindi.....» ZAC! Lo decapitò all'istante con un vocalizzo rotante. Rosso sangue.

Decise quindi di concentrarsi sulla strada da percorrere, perché dopo la seconda rotonda doveva andare dritto e svoltare alla terza traversa a sinistra. Più a sinistra del piede mancino di Mao. E non voleva perdersi.

Ripartì sgommando, ma appena giunto alla seconda rotonda incontrò una mendicante che si rivelò essere Maria Tre' Pinippis che chiedeva l'elemosina.

«Fate una tele carità ad una povera scema. Mandate un sms al 48000. Al costo di 30 centesimi potrete garantire la sopravvivenza in ospizio di Paurilio Conscasso».

Manguccetto Rosso si intenerì alla vista della mendicante e mandò un sms con scritto "svolta rock a sinistra" al numero indicato in sovrimpressione.

Lì si accorse di essere stato frodato. Il credito del cellulare era di 4'000 euro, ma venne esaurito all'istante da quell'esse-emme-esse ciuccia credito a tradimento! Pentito, raggirato ma soprattutto incazzato come un babbuino nano, il rapper più permaloso d'Europa emise un tremendo vocalizzo che fu udito in ogni angolo del pianeta. Il sole si oscurò, Paurilio Conscasso regredì alla fase orale in fasce (quindi non aveva più bisogno di un ospizio, bensì di un nido), Maria Tre' Pinippis fu polverizzata all'istante. E il credito del cellulare arrivò a 450'000 €, con le scuse del Presidente della Corte dei Marchesi de Vodafòn.

Prima di proseguire Manguccetto Rosso notò, in un angolo della rotonda (?) un lupo mezzo tramortito e impaurito dal tremendo vocalizzo emesso precedentemente.

Andò a stuzzicarlo. Pensando che fosse diventato sordo a causa del vocalizzo, cominciò a prenderlo per il culo, coprendolo di insulti di ogni risma e chiamandolo "Lupotto Fabergiotto". Ma soprattutto commise l'imprudenza di rivelargli la sua meta, la casa della nonna sul terrazzato di 8 ettari poco distante.

Il lupo, furbo, fece finta di nulla. Pensava tra sé e sé «Se questo qua è così stordito da credersi un padreterno quando invece è un povero pirla, sto al suo gioco. Farò finta di essere sordo e appena si allontana corro veloce come il vento con piede di castagno, lo aspetto a casa della nonna e gli frego le salcicce».

E così fu.

Il lupo arrivò alla casa della nonna prima di Manguccetto Rosso. Suonò alla porta, entrò e si mangiò la dolce vecchietta in un sol boccone.

Poi si mise a letto, indossò la camicia da notte della pensionata e anche le cuffie dell'MP3, rigorosamente riempito della musica del rapper Rosso.

Pochi minuti dopo arrivò, preceduto dal rombo della sua moto, Manguccetto Rosso, che suonò al campanello.

La nonna-Lupo gli andò ad aprire.

Erano secoli che Manguccetto Rosso non vedeva la nonna. Da quando si era rifiutato di attraversare la Foresta del Luogo Oscuro per paura del buio.

Quando la vide, il piccolo rapper disse: «Cavolo nonna! Come sei pelosa di pelo e contropelo!».

E la nonna rispose: «Nipotino mio adorato, ho fatto un fioretto. Avevo promesso di non farmi la depilazione fino a che non ti fosse passata la paura del buio e tu venissi a trovarmi! È con il cuore colmo di gioia che chiamo l'estetista e prendo l'appuntamento per domani. Cosa mi hai portato Manguccetto Rosso?».

Manguccetto Rosso insospettito dall'insolita risposta, squadrò la nonna e si accorse che il pelo era probabilmente la cosa meno strana del look.

«Cavolo nonna! Che orecchie grandi hai! Come osi avere padiglioni più grandi dei miei enormi padiglioni? »

« È per sentirti meglio Manguccetto mio! »

Ma il piccolo rapper non sopportava l'idea che qualcuno al mondo potesse avere le orecchie più grandi delle sue, quindi prese una mannaia e gliele amputò all'istante. Senza produrre schizzi di sangue in giro.

« Cavolo nonna! Che occhi grandi hai. Occhi che scrutano il cielo del cielo, di sudore in domenica alla messa. Occhi di ragazza non più giovane ma nemmeno veterana»

« È per vederti meglio Manguccetto mio! Odio gli occhiali»

Ma il piccolo rapper non sopportava l'idea che qualcuno al mondo potesse avere gli occhi più grandi dei suoi, quindi prese una penna Bic "nero di china punta fine" e glieli cavò con la rapidità di un ninja.

« Cavolo nonna! Che bocca grande hai. Bocca che abbocca alle storie di Giorgio Bocca»

Lupotto-Fabergiotto, capita l'antifona, disse: «Ascolta Manguccetto mio. Se ti faccio un altro po' di sviolinate ho la sensazione che di me resterà solo una vago ricordo. E siccome sono sempre il lupo cattivo ti annuncio che sto per divorare il tuo stupido involucro di carne!»

Il lupo spalancò le fauci in un'orrenda smorfia!

Fu allora che Manguccetto Rosso vide la vera nonna in fondo allo stomaco del lupo.

« Cavolo nonna! Che schifo di cappotto ti sei comprata, impellicciata di pelliccia di piccione. Se glielo chiedevi al mio papà ti comperava l'ermellino della Scozia Antartica!»

Poi realizzò che con quella bocca grande avrebbe potuto emettere vocalizzi più potenti dei suoi...

Non poteva sopportare un affronto del genere. Quindi sentenziò: « Brutta boccaccia spalancata! Ti farò fare la fine di John Lennon».

Accese il suo generatore di realtà virtuale. Impostò "New York. Vicolo Buio. Pistola 44 Magnum carica", mise un paio di occhiali da Harry Potter sul naso della nonna-lupo e sparò.

Prese a sparare a tutto ciò che si muoveva, con l'intento di cancellare dalla faccia della terra quella bocca così grande e pericolosa per la sua carriera.

Il lupo perse tutti i peli dalla paura.

Ma siccome il saggio Manguccetto Rosso sapeva che il lupo perde il pelo ma non il vizio, lo cosparse di miele, lo arrotolò nel suo stesso pelo sparso per tutta la casa facendoglielo riappiccicare sul corpo glabro... e sparò ancora.

Finalmente si fermò, esausto di esaustività e molto affamato di fama (come un lupo :D)

Mise mano al cestino preparato dalla mamma e si mangiò tutta la salciccia e buona parte della focaccia.

Mentre faceva merenda pensò: « Cavolo! Questo mieloso trucco del miele devo usarlo allo spettacolo di quel melenso di Eminem!»

Fu così che - rifocillato a dovere - partì alla volta di Froostock con un intero alveare nello zaino, deciso a cospargere di peli e miele il palcoscenico di Eminem, per farlo diventare "palcosceno di vello villoso"!

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